Comuni spendaccioni: guida la classifica Perugia, Lamezia Terme il più virtuoso
La classifica dei Comuni è stata realizzata dal ministero dell’Economia sulla base del rapporto tra spesa effettiva per abitante e fabbisogno standard.
Perugia è la città che spende più di tutte per i suoi cittadini: ben 1057 euro sono quelli che il sindaco spende per ogni abitante, anche se in realtà ne basterebbero 734, dunque il 31% in meno. Situazione opposta accade a Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, dove ogni cittadino avrebbe necessità di disporre di almeno 607 euro mentre il Comune ne spende appena 29. Quelli di Perugia e Lamezia Terme sono solo due esempi tratti dai dati che emergono dalla banca dati OpenCivitas messa a disposizione dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il fabbisogno standard per abitante è calcolato tenendo conto dei servizi offerti e delle caratteristiche sociali ed economiche della popolazione e la spesa effettiva realizzata nel 2010. La classifica è accessibile a tutti gli amministratori locali e dovrebbe portarli a valutare se le risorse sono spese in modo efficiente perché si erogano servizi di qualità oppure se le risorse sono spese male. Dopo Lamezia Terme, i Comuni più virtuosi sono Campobasso, Genova, Torino e Bari che spendono meno di quanto potrebbero; mentre i più spendaccioni insieme a Perugia sono Potenza, Venezia, Firenze, Roma e Bologna.
Perugia è la città che spende più di tutte per i suoi cittadini: ben 1057 euro sono quelli che il sindaco spende per ogni abitante, anche se in realtà ne basterebbero 734, dunque il 31% in meno. Situazione opposta accade a Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, dove ogni cittadino avrebbe necessità di disporre di almeno 607 euro mentre il Comune ne spende appena 29. Quelli di Perugia e Lamezia Terme sono solo due esempi tratti dai dati che emergono dalla banca dati OpenCivitas messa a disposizione dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il fabbisogno standard per abitante è calcolato tenendo conto dei servizi offerti e delle caratteristiche sociali ed economiche della popolazione e la spesa effettiva realizzata nel 2010. La classifica è accessibile a tutti gli amministratori locali e dovrebbe portarli a valutare se le risorse sono spese in modo efficiente perché si erogano servizi di qualità oppure se le risorse sono spese male. Dopo Lamezia Terme, i Comuni più virtuosi sono Campobasso, Genova, Torino e Bari che spendono meno di quanto potrebbero; mentre i più spendaccioni insieme a Perugia sono Potenza, Venezia, Firenze, Roma e Bologna.
Il caso di Milano: spende quasi esattamente la cifra di cui dispone
Dai dati del Ministero viene fuori che c’è una città che riesce a spendere quasi esattamente la cifra di cui dispone: è il capoluogo lombardo Milano che spende 1160 euro per un fabbisogno di 1171 euro. Non è detto comunque che chi si trova a spendere anche molto meno di quanto ritenuto necessario sia più virtuoso, perché dietro l’apparente risparmio si può celare una carenza di servizi. E al contrario chi spende di più non necessariamente spreca. Dai dati 2010 elaborati da OpenCivitas emerge che nel complesso i Comuni del Mezzogiorno da un lato risultano spendere più dello standard per i servizi generali (con uno scostamento del 6,7% rispetto al fabbisogno) mentre spendono troppo poco sul fronte dei servizi sociali (il 4,91% in meno della effettiva necessità).
Dai dati del Ministero viene fuori che c’è una città che riesce a spendere quasi esattamente la cifra di cui dispone: è il capoluogo lombardo Milano che spende 1160 euro per un fabbisogno di 1171 euro. Non è detto comunque che chi si trova a spendere anche molto meno di quanto ritenuto necessario sia più virtuoso, perché dietro l’apparente risparmio si può celare una carenza di servizi. E al contrario chi spende di più non necessariamente spreca. Dai dati 2010 elaborati da OpenCivitas emerge che nel complesso i Comuni del Mezzogiorno da un lato risultano spendere più dello standard per i servizi generali (con uno scostamento del 6,7% rispetto al fabbisogno) mentre spendono troppo poco sul fronte dei servizi sociali (il 4,91% in meno della effettiva necessità).

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