lunedì 14 luglio 2014

ESISTONO I MIRACOLI? ECCO LE STORIE CHE NE PROVANO L’ESISTENZA.

ESISTONO I MIRACOLI? ECCO LE STORIE CHE NE PROVANO L’ESISTENZA.

Mai avuta una giornata no? Certo,  tutti le abbiamo. Troviamo rosso ogni semaforo, cadiamo davanti a tutti… e alla fine della giornata siamo felici di essere riusciti ad andare a LETTO con entrambe le gambe ancora intere. Ci sono poi i giorni fortunati, in cui può capitarci di passare un esame senza aver studiato, ottenere una promozione sul lavoro senza muovere un dito, o trovare semplicemente tutti i semafori verdi. Ma cosa succede quando le due giornate coincidono?
Oggi vi proponiamo 10 storie di persone che hanno visto la morte in faccia e hanno ribaltato immediatamente la situazione, riuscendo a sopravvivere. Potremmo chiamarli “miracolati”, o semplicemente persone che non si sono arrese.

Yasser Lopez

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Aveva solo 16 anni quando è stato colpito alla testa con un arpione partito da un fucile da pesca. Il colpo, sparato da un suo amico, è stato talmente forte da sbalzarlo nel lago dove i due stavano pescando. Le radiografie mostrano chiaramente come l’arpione abbia evitato di poco l’occhio destro, quindi il corrispondente emisfero cerebrale. Ora il sedicenne, che non ricorda alcuni dettagli dell’incidente per una possibile amnesia post-traumatica, accusa problemi al lato sinistro del corpo. I medici si aspettano che recuperi totalmente.

Morgan Lake

Una sera di giugno dello scorso anno, la donna stava tranquillamente guidando, quando il rimorchio dell’autoarticolato davanti a lei ha colpito la sua Chrysler e l’ha fatta uscire di strada. L’auto è precipitata nelle acque della baia di Chesapeake, ma la donna non si è persa d’animo: si è diretta verso le rocce frangiflutti alla base di uno dei piloni del ponte su cui stava viaggiando, ed è riuscita miracolosamente a salvarsi.

Truman Duncan

Truman Duncan
 Sceso da un treno in corsa, è stato risucchiato dal mezzo e letteralmente tagliato in due. Nonostante abbia immediatamente perso entrambe le gambe e un rene, Duncan è riuscito a chiamare il personale paramedico con il suo telefono cellulare, è sopravvissuto a 45 minuti di attesa e a 23 interventi chirurgici. Se non è tenacia questa!

Casey Wagner

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Ha letteralmente smentito il detto “i fulmini non cadono mai nello stesso punto”. L’uomo è stato infatti colpito da due fulmini a pochi secondi di distanza l’uno dall’altro. Wagner e un suo collega cercavano riparo da un temporale sotto ad un albero, ma la loro non si è rivelata esattamente una buona idea. Il 31enne è stato soccorso sul posto da un’infermiera che si trovava nei dintorni, che lo ha tenuto cosciente fino all’arrivo dell’ambulanza. Wagner ha continuato ad avvertire una sensazione di solletico nel corpo per circa una settimana, ma ora si è ripreso completamente.

Michel Pierre

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Ha ottenuto alcuni secondi di celebrità per aver trovato una “piccola sorpresa” in bagno. Nel suo appartamento era stata tolta l’acqua corrente per alcuni lavori. Una volta ripristinato il flusso, Pierre tirò lo sciacquone, che fece letteralmente esplodere il wc in piccoli pezzi di porcellana. L’uomo rimase ferito e necessitò di 30 punti di sutura. Pare che una circostanza del genere si sia verificata in altri tre casi, ma che Pierre sia stato l’unico a uscirne indenne.

Carlos Rodriguez

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La particolare conformazione della sua testa non è dovuta ad una malformazione, ma a un gravissimo incidente stradale. Mentre guidava a velocità folle, sotto l’effetto di alcol e stupefacenti, Carlos ha colpito un’ altra auto, che ha spinto il suo veicolo a schiantarsi violentemente contro il guardrail, facendo sbattere violentemente il suo cranio al suolo. La situazione pareva disperata: l’unica soluzione trovata dai medici è stata quella di asportargli parte del cranio e aspettare. Dopo un lungo periodo di coma, Carlos si è ripreso ed è oggi una sorta di celebrità della rete: in diversi video sul suo canale Youtube racconta ridendo il suo incidente e consiglia ai giovani di stare lontani dalle droghe.

Maurizio Boetti  

Stava andando a Varsavia per lavoro, quando l’aereo su cui viaggiava incontrò un violentissimo temporale. L’atterraggio è improvvisato e inadeguato, al punto che l’aereo prende fuoco. A Maurizio scoppiano due vertebre: la morte è a un passo. Con la forza della disperazione, però, l’uomo riesce a rotolare sulla pista e a farsi notare dai soccorritori. Il suo unico pensiero in quei momenti? “Accidenti, fuori piove. Se solo mi fossi portato il mio ombrellino nero”. No, non è uno scherzo.

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